L’architettura sostenibile è un modo diverso di vedere le cose. Un modo nuovo di progettare case, uffici, negozi, luoghi di svago o di lavoro.
dalla redazione di A3A
È una modalità di lavoro che rende possibile concepire progetti unendo l’estetica con la praticità, la funzionalità con efficienza energetica. Tutto questo tenendo nella giusta considerazione l’ambiente in cui il progetto verrà realizzato e le persone che poi dovranno viverci dento.
Un progettista deve, o dovrebbe partire sempre con questo approccio. Almeno, noi la pensiamo cosi. Noi partiamo sempre da queste domande a cui tentiamo di dare una risposta che sia il più vicino possibile ai desideri del cliente, il meno impattante sull’ambiente il più efficiente da un punto di vista di risparmio energetico, il meno dannoso per l’ambiente, scegliendo quindi materiali eco-sostenibili e duraturi.
Architettura sostenibile forse vuol dire questo e forse tanto altro ancora.
Vuol dire sicuramente massimizzare ed efficientare ogni processo con un approccio multidisciplinare in grado di fornire soluzioni innovative che diano risposte ancora migliori alle aspettative del cliente. Oggi la differenza nella progettazione è tutta qui: guidare il cliente verso percorsi di crescita, verso soluzioni innovative e durevoli nel tempo.
Per far questo, per concepire progetti definibili coscientemente di “architettura sostenibile” presuppone l’uso e quindi la conoscenza approfondita delle più evolute tecnologie, utilizzando sistemi costruttivi e materiali innovativi, non dannosi al Sistema ed all’uomo, tutto nel pieno rispetto dell’ambiente.
Poi, altra regola, almeno per noi, è ragionare con il cliente e cercare di capire il carattere stesso del cliente. Questo perché ogni progetto, che sia una casa o un ufficio o un negozio dovrà rappresentare anche il carattere di chi poi vivrà quell’ambiente.
A quest’analisi poi va aggiunta una profonda analisi del mercato (soprattutto se si tratta di progettare luoghi lavorativi o di svago). In questo caso va aggiunta un’analisi sulle aspettative del cliente finale. Su cosa vuole, su cosa si aspetta di trovare. Parliamo quindi di psicologia del consumatore.
Questi concetti aiuteranno poi la possibile vendita o prevendita. Insomma, progettare oggi è cosa ben diversa da quella di qualche anno fa. Oggi prima di procedere col primo bozzetto, bisogna capire bene tutto questo. Solo così si centrano gli obiettivi. Solo così si è capaci di progettare con un’architettura sostenibile. È l’Ambiente che ce lo chiede, è il mercato che lo desidera.
Partire col piede giusto fa risparmiare tempo e soldi. Per questo è importante dedicare il giusto tempo a tutti questi ragionamenti. Poi alla fine, i dettagli del retail design saranno l’ultimo tassello nell’architettura sostenibile.
Anche in questa fase, ogni particolare, ogni complemento d’arredo dovrà essere concepito seguendo sempre questo schema di domande pilota: a chi serve? È funzionale al progetto? Danneggia l’ambiente? È in armonia con la strategia del cliente e con l’ambiente stesso?
Questo per noi vuol dire garantire sempre un’architettura sostenibile, vuol dire dare valore aggiunto alle cose e alle persone.
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